Premio Internazionale
Le Tecnovisionarie® 2026
XX EDIZIONE: “LAVORARE CON LE PAROLE”
Professioniste e visionarie che, attraverso il linguaggio e la tecnologia interpretano la complessità e generano innovazione.
Il futuro si costruisce parola dopo parola.
25 maggio 2026 – Milano, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”
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Promosso da Women&Tech® – Associazione Donne e Tecnologie – ETS, il Premio Internazionale Tecnovisionarie® viene attribuito a donne che, nella loro attività professionale, hanno dimostrato visione, privilegiando l’impatto sociale, la trasparenza nei comportamenti e l’etica. La premiazione, ad opera di una Giuria composta da qualificati esponenti degli ambiti tematici delle diverse categorie di concorso, del mondo della cultura e della comunicazione, si terrà il 25 maggio 2026 presso lo Spazio Polene del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.
Giunto alla sua XX edizione, il Premio Tecnovisionarie® celebra il talento femminile come forza capace di interpretare e trasformare il presente. Dopo aver valorizzato negli anni il contributo delle donne nei settori scientifici e tecnologici, l’edizione 2026 pone al centro un elemento tanto immateriale quanto decisivo: il linguaggio.
Il tema scelto per il 2026, “Lavorare con le parole”, attraversa mondi diversi – dall’intelligenza artificiale alla comunicazione, dall’educazione alla cultura, dall’impresa alla vita pubblica – per mettere in luce come il linguaggio, nelle sue molte forme, sia strumento di pensiero, di relazione e di costruzione del futuro. Le parole non descrivono soltanto la realtà: la modellano, la orientano, ne determinano le possibilità.
Nel 2026 Le Tecnovisionarie® celebrano le donne che fanno del linguaggio il cuore del proprio lavoro. Professioniste, autrici, ricercatrici, educatrici, manager, comunicatrici e artiste che utilizzano la parola – scritta, parlata, digitale, algoritmica o scenica – come leva di conoscenza, inclusione, innovazione e cambiamento. Le loro parole informano, educano, ispirano, traducono la complessità, creano ponti tra persone, saperi e istituzioni.
In questa edizione, la parola emerge come atto di responsabilità e di visione: uno strumento capace di generare fiducia, di promuovere partecipazione, di rendere accessibile il sapere, di guidare l’innovazione tecnologica e sociale. Che si tratti di narrazione, comunicazione pubblica, educazione, ricerca sui linguaggi dell’intelligenza artificiale o costruzione di una cultura d’impresa consapevole, il lavoro con le parole diventa gesto creativo e politico nel senso più alto del termine.
La Giuria selezionerà le Tecnovisionarie® 2026 sulla base della capacità di interpretare il proprio ruolo con visione, rigore ed etica, valutando l’impatto culturale e sociale del loro operato, la qualità dell’innovazione proposta e la forza trasformativa delle parole utilizzate. Il premio intende così riconoscere figure femminili che, attraverso il linguaggio, contribuiscono a un futuro più equo, inclusivo e consapevole.
Il Premio Tecnovisionarie® non è solo un riconoscimento, ma uno spazio di racconto e di ispirazione collettiva. In un tempo in cui le parole possono dividere o unire, semplificare o chiarire, escludere o includere, questa XX edizione sceglie di valorizzare chi lavora ogni giorno per dare loro senso, profondità e responsabilità.
Perché il futuro si costruisce anche così: parola dopo parola.
La cerimonia di premiazione, ad inviti, vedrà la partecipazione di decisori dell’impresa, dell’università, della pubblica amministrazione e di personalità del mondo scientifico, culturale e dei media.
Rivelazioni di talento, ingegno, genialità, intelligenza, creatività,
estro, fantasia, immaginazione, intuizione, ispirazione, inventiva, positività.
Sono le donne che inventano il futuro.
Rivedi la cerimonia di premiazione
Alice Mado Proverbio
Professoressa associata di “Neuropsicologia e neuroscienze cognitive” presso l’Università di Milano-Bicocca
Per il suo contributo di alto profilo allo studio delle basi neurocognitive del linguaggio, della musica, dell’emozione e della percezione, ambiti nei quali ha saputo unire rigore scientifico, visione interdisciplinare e capacità di divulgazione.
Attraverso le sue ricerche sulle neuroscienze cognitive e affettive, sulla neuroestetica e sulla musica come linguaggio della mente, Alice Mado Proverbio ha contribuito a rendere più comprensibili i meccanismi con cui il cervello interpreta parole, suoni, voci, ritmo ed emozioni, mostrando come il linguaggio non sia soltanto espressione verbale, ma anche esperienza corporea, relazionale e culturale.
Il suo lavoro rappresenta un ponte tra scienza, salute e cultura: porta le neuroscienze fuori dai confini specialistici, le mette in dialogo con l’arte e con la musica, e offre strumenti preziosi per comprendere il ruolo delle parole e dei linguaggi nella costruzione dell’identità, dell’empatia e della relazione umana.
Consegna il premio: Prof. Marco Orlandi
Magnifico Rettore dell’Università di Milano-Bicocca e Professore Ordinario di Chimica Analitica
Elisabetta Soglio
Giornalista. Responsabile di Buone Notizie del Corriere della Sera
In un panorama informativo spesso dominato dall’emergenza e dal conflitto, Elisabetta Soglio ha scelto di dare spazio a un’Italia meno raccontata: quella del Terzo settore, del volontariato, dell’impresa sociale, della cittadinanza attiva e della sostenibilità.
Con Buone Notizie – L’Impresa del bene, da lei ideato e diretto per il Corriere della Sera, ha trasformato il racconto del sociale in un progetto editoriale autorevole, capace di portare all’attenzione del grande pubblico esperienze, competenze e buone pratiche che generano valore per le comunità. Il giornalismo diventa, nel suo lavoro, uno strumento per costruire fiducia, rendere visibili energie civiche diffuse e restituire centralità a chi opera ogni giorno per l’inclusione, la coesione e il bene comune.
La sua parola giornalistica non semplifica la complessità, ma la illumina: collega storie individuali e trasformazioni collettive, responsabilità sociale e sviluppo, cultura e sostenibilità. In un tempo segnato da fragilità, disuguaglianze e sfiducia, raccontare il bene non significa ignorare i problemi, ma riconoscere le soluzioni, dare loro spazio e farne patrimonio condiviso.
Consegna il premio: Deborah Chiodoni
Direttore Ufficio Stampa, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”
Matilde Antonj
Ricercatrice Post Doc nell’unità COgNiTive Architecture for Collaborative Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia
Tra tecnologie avanzate, processi cognitivi e linguaggio si colloca il percorso di ricerca di Matilde Antonj, dedicato oggi in particolare alle persone con dislessia e ai bisogni di chi incontra maggiori ostacoli nell’accesso alla parola scritta, nell’ambito del progetto MERLIN.
L’approccio interdisciplinare che integra bioingegneria, neuroscienze, robotica e tecnologie collaborative le consente di contribuire allo sviluppo di strumenti capaci di misurare lo sforzo cognitivo e la fluidità della lettura, aprendo nuove possibilità per interventi personalizzati in ambito clinico ed educativo.
La sua ricerca mira a comprendere e modellare come le persone percepiscono ed interagiscono per sviluppare sistemi capaci di adattarsi alle caratteristiche e ai bisogni del singolo. In questa prospettiva, l’innovazione tecnologica diventa alleata dell’inclusione, valorizzando le potenzialità di ciascuno e offrendo un supporto concreto a chi incontra maggiori difficoltà.
La ricerca di Matilde Antonj contribuisce così a costruire una società più equa, in cui le parole non siano una barriera, ma uno spazio di possibilità condivise.
Consegna il premio: Alessandra Sciutti
Principal Investigator nell’unità COgNiTive Architecture for Collaborative Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia
Emanuela Orsi
Direttore della Struttura Complessa di Diabetologia e Nutrizione, presso la ASST Santi Paolo e Carlo
Nella cura del diabete e della nutrizione, Emanuela Orsi unisce competenza specialistica, ricerca scientifica e attenzione alla persona, riconoscendo nella qualità della comunicazione una parte essenziale del percorso terapeutico.
Rendere comprensibile una diagnosi, spiegare una terapia, accompagnare un cambiamento negli stili di vita significa trasformare conoscenze complesse in strumenti di autonomia, fiducia e responsabilità. Alla guida della Struttura Complessa di Diabetologia e Nutrizione dell’ASST Santi Paolo e Carlo, opera in un contesto di grande complessità clinica, dove innovazione terapeutica, tecnologie, prevenzione e relazione con il paziente richiedono rigore scientifico e capacità di ascolto.
La comunicazione diventa così parte integrante della cura: una parola chiara, precisa e orientata alla persona può aiutare i pazienti a comprendere meglio la propria condizione, partecipare alle decisioni terapeutiche e affrontare con maggiore consapevolezza la quotidianità della malattia cronica.
Nel dialogo tra medicina, educazione alla salute e responsabilità sociale, il suo lavoro mostra come il linguaggio possa diventare uno strumento concreto di inclusione, sostenibilità della cura e qualità della vita.
Consegna il premio: Giovanna Petrella
Medico Diabetologo, già Primario della Medicina ad Indirizzo Oncologico dell’Ospedale San Raffaele di Milano
Piera Detassis
Critica e giornalista
Nel racconto e nelle istituzioni del cinema italiano, Piera Detassis ha costruito un percorso capace di unire sguardo critico, responsabilità culturale e valorizzazione di un patrimonio artistico collettivo.
La sua attività editoriale ha accompagnato generazioni di spettatori, lettrici e lettori nella comprensione del linguaggio cinematografico, restituendo profondità alle opere, agli autori, alle interpreti e ai mutamenti dell’immaginario contemporaneo. Nei ruoli di direzione e responsabilità assunti nel corso della sua carriera, ha promosso il dialogo tra creatività, industria culturale e società, riconoscendo nel cinema non solo una forma d’arte, ma uno spazio di narrazione, identità e partecipazione civile.
Particolare rilievo assume il suo impegno nel dare visibilità al talento femminile e nel contribuire a una rappresentazione più consapevole delle donne nel mondo cinematografico. La sua parola critica e istituzionale ha costruito ponti tra memoria e futuro, tra cultura popolare e riflessione intellettuale, tra racconto artistico e responsabilità sociale.
Nel suo percorso, il cinema diventa linguaggio vivo: capace di interpretare il presente, custodire la complessità delle storie e alimentare una cultura più aperta, sostenibile e inclusiva.
Consegna il premio: Patrizia Wachter
Ufficio stampa comunicazione e cinema
Maria Cristina Origlia
Giornalista socioeconomica, divulgatrice scientifica sui temi della sostenibilità del lavoro e saggista, Presidente del Comitato Scientifico del Forum della meritocrazia
Leggere le trasformazioni del lavoro significa interpretare cambiamenti profondi che attraversano imprese, organizzazioni, competenze e modelli di leadership. Maria Cristina Origlia lo fa da anni con uno sguardo attento alla complessità sociale ed economica del nostro tempo.
La sua attività giornalistica, editoriale e divulgativa collega sostenibilità, innovazione, capitale umano, parità di opportunità e responsabilità della classe dirigente, rendendo comprensibili dinamiche che incidono sulla vita professionale e civile delle persone. Nel suo percorso, la parola diventa strumento di analisi e orientamento: non si limita a descrivere i mutamenti in atto, ma aiuta a leggerli, discuterli e trasformarli in consapevolezza condivisa.
Come saggista, divulgatrice e Presidente del Comitato Scientifico del Forum della Meritocrazia, promuove una visione del lavoro fondata sulla valorizzazione delle competenze, sull’equità dei percorsi e sul riconoscimento del merito come leva di crescita individuale e collettiva.
Il suo impegno unisce cultura economica, responsabilità civile ed un tratto sempre cortese e pronto al dialogo, contribuendo a costruire un linguaggio nuovo per parlare di lavoro: più aperto, più inclusivo, più capace di riconoscere il valore delle persone e di immaginare organizzazioni sostenibili, eque e orientate al futuro.
Consegna il premio: Alessandra Perrazzelli
Direttrice Scientifica del Center for Digital Regulation Strategy e Visiting Professor presso il Politecnico di Milano
Cecilia Robustelli
Professoressa ordinaria di Linguistica Italiana presso l’Università di Modena e Reggio Emilia
Per Cecilia Robustelli, la lingua è uno spazio in cui si riflettono, si consolidano e possono trasformarsi le relazioni sociali. La sua ricerca ha contribuito in modo determinante a rendere visibile il rapporto profondo tra parole, rappresentazione e parità.
Studiosa del linguaggio istituzionale e del linguaggio di genere, ha mostrato come le parole non siano mai strumenti neutri: nominano ruoli, riconoscono presenze, costruiscono immaginari e possono contribuire a rendere più equa la comunicazione pubblica. Il suo percorso scientifico ha saputo portare la linguistica fuori dai confini dell’accademia, trasformandola in una competenza civile a disposizione delle istituzioni, dei media, della scuola e della società.
Con rigore e chiarezza, ha promosso una cultura della lingua capace di coniugare correttezza, leggibilità e responsabilità, offrendo strumenti concreti per superare abitudini espressive che oscurano il ruolo delle donne e limitano la piena rappresentazione della realtà.
Nel suo lavoro, il linguaggio diventa spazio di consapevolezza e cambiamento: una forma di cura del pensiero collettivo, capace di incidere sulla qualità della convivenza democratica e di accompagnare la costruzione di una società più inclusiva, rispettosa e consapevole.
Consegna il premio: Manuela Ravasio
Direttrice di ELLE e membro della Giuria del Premio Tecnovisionarie
Eleonora Chioda
Giornalista esperta di innovazione, Corriere della Sera (#MeravigliosaMente)
Dalle storie di ricerca alle traiettorie dell’impresa innovativa, Eleonora Chioda racconta il futuro attraverso le persone che lo immaginano e lo costruiscono: ricercatrici, ricercatori, imprenditrici, imprenditori e giovani talenti capaci di trasformare idee, competenze e visioni in cambiamento.
I suoi progetti editoriali dedicati alle menti, alle imprese e alle nuove generazioni contribuiscono a diffondere una cultura dell’innovazione fondata sulla conoscenza, sulla curiosità e sulla responsabilità. La sua scrittura rende accessibili percorsi scientifici, tecnologici e imprenditoriali complessi, portandoli al grande pubblico senza semplificarne il valore e restituendo centralità alle persone che li rendono possibili.
Nel suo racconto, startup, ricerca, tecnologia e talento diventano parte di una narrazione più ampia sul Paese e sulle sue energie migliori. Le parole si fanno strumento per riconoscere il merito, ispirare nuove generazioni, creare connessioni tra mondi diversi e alimentare fiducia nel futuro.
Il suo lavoro mostra come il giornalismo possa accompagnare l’innovazione non solo descrivendola, ma contribuendo a costruirne il linguaggio: un linguaggio aperto, competente e capace di unire scienza, impresa, cultura e società.
Consegna il premio: Nicoletta Spolini
Giornalista, HTSI, Il Sole 24 Ore
Ivana Faccioli
Direttrice delle News di RTL 102.5
Alla guida delle news di RTL 102.5, Ivana Faccioli interpreta la radio come un linguaggio contemporaneo, capace di evolvere oltre i confini del mezzo tradizionale e di inserirsi in un ecosistema integrato di voce, immagine, digitale e relazione con il pubblico.
Il suo percorso valorizza un modello di informazione accessibile, tempestivo e multicanale, in cui la parola radiofonica conserva la propria immediatezza ma si apre a nuove forme di fruizione e partecipazione. Il giornalismo, quando unisce rigore, chiarezza e responsabilità, può accompagnare le trasformazioni sociali, rendendo comprensibili temi complessi e vicini alla vita quotidiana delle persone.
La radio diventa così spazio di ascolto e di connessione: un luogo in cui le notizie non vengono soltanto trasmesse, ma tradotte in consapevolezza, orientamento e dialogo. Dai temi dell’attualità a quelli legati al benessere, alla sostenibilità e ai cambiamenti della società, la comunicazione si fa strumento di prossimità e partecipazione.
Il suo contributo evidenzia il valore dei media come tecnologie culturali e civiche: capaci di innovare i linguaggi, ampliare l’accesso all’informazione e rafforzare il legame tra persone, comunità e realtà in trasformazione.
Consegna il premio: Massimiliano Viggiani
Vice capo servizio della redazione di RTL 102.5
Francesca Panessa
Research Scientist, Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali – IAPS, Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF
Portare l’astrofisica fuori dai luoghi tradizionali della ricerca significa trovare linguaggi capaci di trasformare la complessità dell’universo in esperienza, curiosità e partecipazione. È in questa direzione che si sviluppa il percorso di Francesca Panessa, tra rigore scientifico e sperimentazione divulgativa.
La sua attività scientifica esplora fenomeni estremi e affascinanti, come quelli che si sviluppano attorno ai grandi buchi neri al centro delle galassie. Con Crazy Space, progetto che unisce scienza, teatro e improvvisazione, questa conoscenza diventa esperienza condivisa: un viaggio narrativo e partecipativo capace di avvicinare pubblici diversi ai temi dello spazio, trasformando concetti complessi in stupore, domande e dialogo.
Il suo approccio originale e interdisciplinare mostra come la comunicazione della scienza possa superare i confini della lezione frontale e aprirsi a forme più vive, accessibili e coinvolgenti. Le parole, integrate con il gioco teatrale e con la relazione diretta con il pubblico, diventano strumenti per accendere immaginazione scientifica e rendere la conoscenza un patrimonio comune.
Il suo contributo valorizza una cultura dell’innovazione aperta e inclusiva, in cui la ricerca non resta distante, ma entra nello spazio della partecipazione. Nel dialogo tra astrofisica, linguaggi performativi e divulgazione, Francesca Panessa restituisce alla scienza la sua forza più profonda: aiutarci a guardare più lontano, insieme.
Consegna il premio: Laura Liguori
Partner di Portolano Cavallo e Vicepresidente Women&Tech ETS
Monica D’Ascenzo
Diversity & inclusion editor del Sole 24 Ore e responsabile di Alley Oop
La parola giornalistica, nel percorso di Monica D’Ascenzo, diventa uno strumento concreto di consapevolezza, inclusione e cambiamento culturale.
Ideando e guidando Alley Oop – L’altra metà del Sole, ha creato uno spazio autorevole e riconoscibile nel panorama dell’informazione italiana, capace di dare continuità e profondità ai temi della parità di genere, della diversity, del lavoro femminile, della leadership, dei diritti e delle nuove alleanze sociali.
Con un linguaggio rigoroso, accessibile e responsabile, ha contribuito a portare nel dibattito pubblico questioni decisive per la costruzione di una società più equa, valorizzando dati, storie, competenze e punti di vista spesso rimasti ai margini. La sua attività mostra come il giornalismo possa essere non solo racconto della realtà, ma presidio di cittadinanza, spazio di ascolto e leva di trasformazione.
Il Premio Speciale Parità di Genere riconosce in Monica D’Ascenzo una professionista che ha fatto dell’informazione un atto di responsabilità: una parola capace di nominare le disuguaglianze, rendere visibili i cambiamenti necessari e contribuire a renderli possibili.
Consegna il premio: Venanzio Postiglione
Vicedirettore del Corriere della Sera e direttore di Sette





















